

Il 24 aprile scorso, nel pomeriggio, nella Casa Provinciale dei Missionari del Prez.mo Sangue, a Roma, ha avuto inizio il convegno di formazione permanente che quest’anno ha voluto approfondire i temi della spiritualità e della santità del ven. don Giovanni Merlini, braccio destro di Gaspare del Bufalo e terzo Moderatore Generale della nostra Congregazione.
Il clima nell’auditorium era effervescente: infatti dopo più di vent’anni, da quando il valente don Beniamino Conti organizzò l’ultimo convegno sulla spiritualità del Sangue di Cristo, si sono ritrovati in quel luogo Missionari del Prez.mo Sangue, Adoratrici del Sangue di Cristo, seminaristi e postulanti e perfino un gruppo di laici provenienti dalle nostre realtà parrocchiali (Firenze, Roma e altro). Il numero dei partecipanti ha superato il centinaio di presenze fisse.
Come si sono articolate le varie sessioni che ci hanno visti impegnati fino alla sera del 26 aprile? E di quali contenuti ci hanno arricchiti i vari relatori che si sono succeduti sul palco per farci innamorare delle virtù e dell’eroicità di quest’uomo?
Ha introdotto il convegno il Direttore della Provincia Italiana CPPS, don Terenzio Pastore, proponendo alcuni stralci della Lettera apostolica di Papa Francesco ai consacrati in occasione dell’anno della Vita Consacrata (30/11/2014 – 02/02/2016). Dopodiché la parola è passata ai primi due relatori che, senza una combinazione premeditata, son risultati essere il più giovane e il più “esperto” di essi: il seminarista Valerio Volpi e don Michele Colagiovanni.

Il primo ha ripercorso, seppur non in modo strettamente cronologico, gli incontri che hanno influito in maniera importante nella vita di don Giovanni, tanto da determinarne la spiritualità e il cammino di perfezione; il secondo si è soffermato su quello che lui ha definito “il colpo di fulmine” nella vita del nostro venerabile, ossia l’incontro con san Gaspare del Bufalo, che egli stesso chiamava ‘padre’. La serata si è conclusa con la recita dei Vespri nella cappella del Seminario.
L’indomani, martedì 25 aprile, il clima del convegno è diventato ancora più frizzantino, infatti sono arrivate da Acuto (FR) una ventina di giovani Adoratrici del Sangue di Cristo che erano riunite per la loro tappa di formazione e hanno deciso di chiudere il loro incontro partecipando ad una sessione del nostro meeting.
La prima ad aprire la giornata è stata la brillante sr. Nicla Spezzati asc, postulatrice della causa di canonizzazione del venerabile. Sr. Nicla ha legato aspetti del Diritto Canonico con altri carismatici della figura giuridica delle società di vita apostolica e poi ha armonizzato il tutto con l’impianto della Congregazione dei Missionari del Prez.mo Sangue, così fortemente voluta da don Giovanni Merlini.

A lei è succeduto don Mario Proietti che vivacemente ha evidenziato alcuni tratti del rapporto di direzione spirituale intercorso tra il nostro venerabile e santa Maria De Mattias, tenace e fragile Fondatrice delle Adoratrici del Preziosissimo Sangue. E così la mattinata è sfociata in un conviviale pranzo, che ci ha fatto respirare aria di festa: la festa dell’incontro.
Nel pomeriggio è stata la volta di don Andrea Giulio Biaggi, che in maniera precisa e intelligente ci ha fatto scorgere, attraverso la Regola e le Circolari, i tratti della vita comunitaria voluti, dichiarati e impostati da don Giovanni, uomo così illuminato dalla grazia di Dio nel definire un’opera iniziata da altri, la Congregazione del Preziosissimo Sangue.
Infine, ha chiuso questo giorno il seminarista Eric Strollo che ha presentato all’assemblea il lavoro della sua tesi di laurea in Economia e Commercio, vale a dire la rielaborazione da parte del Merlini di un piccolo opuscolo sull’usura che ancora una volta ci permette di percepire la capacità del nostro uomo di combinare sensibilità umana, attenzione morale e umiltà.
L’ultimo giorno di convegno ha visto protagoniste tre Adoratrici del Sangue di Cristo: ancora sr. Nicla Spezzati, che questa volta ha esposto i tratti caratteristici della santità di don Giovanni, anche in vista dell’apertura prossima di un processo per la sua beatificazione; sr. Anna Grazia Diliddo e sr Francesca Palamà, le quali in un lavoro congiunto hanno mostrato la consistenza, nella vita del venerabile, delle virtù cardinali e teologali.
L’ultimo intervento della serata e del convegno è stato quello di don Domenico D’Alia con una proposta di animazione missionaria già sperimentata nella Parrocchia di Putignano (BA) dove lui svolge il ministero di parroco. Si tratta di un progetto apostolico volto non solo alla conoscenza della figura del Merlini nelle nostre realtà pastorali ma soprattutto all’evangelizzazione e alla proposizione del tema della santità nel popolo di Dio.
Tra gli esempi di iniziative concrete assunte per l’annuncio missionario, don Domenico ha presentato la band musicale “Blood Sound”, composta da Missionari CPPS, seminaristi e laici. Come un componente della band ha detto nella presentazione del gruppo, essi hanno preso le mosse partendo dal titolo di un libro scritto dal rev. Barry Fischer cpps, “Il grido del sangue”. Ed è così che sono già alla loro seconda compilation, oltre che a tutta una serie di concerti tenuti in occasioni di animazioni missionarie in giro per l’Italia.
Ha chiuso il convegno il Direttore Provinciale, il quale, oltre ai dovuti ringraziamenti, ha esortato tutti a mettere nel nostro cuore la figura del Merlini per lasciarci convertire: non abbiamo solo commemorato un grande uomo o un santo ma ci siamo lasciati interpellare dalla sua storia affinché anche la nostra storia dia un senso e un valore alle comunità delle nostre Congregazioni e della Chiesa. I titoli dei nostri istituti non si rifanno alla persona di un santo ma a Colui che è la sorgente della santità, perciò alla fine di questo incontro così bello e ricco ognuno deve chiedersi: “E quindi?”. Quindi mettiamoci all’opera e rendiamo più bello questo mondo!
La ciliegina sulla torta di questo convegno è stata la celebrazione eucaristica finale presieduta da S.E. Mons. Paolo Lojudice, Vescovo ausiliare del settore sud per la Diocesi di Roma. Un vescovo giovane e alla mano, attento alle vite degli ultimi, tanto da fare pastorale nei campi Rom e tra le strade della città, dove quotidianamente si svolge il dramma della tratta delle donne schiave.
Non poteva esserci chiusura più bella per un’assemblea nella quale pressantemente e ineludibilmente il messaggio scaturito è stato: tutti possiamo essere santi se solo cerchiamo di dare volto con la nostra vita all’amore di Dio che ci è stato donato.


